Quando ascolto ore di lezioni, sbrodolature di sapienti guru del marketing che predicano di psicologia sociale, di gestione della leadership per massimizzare il rendimento, e di know how capitalista, mi verrebbe voglia di intervenire per portare la mia piccola esperienza di dinamiche di gruppo.
Infatti, ho frequentato a Genova i migliori “master” che si possano pensare sull’argomento. Perché in quanto a comunicazione nel gruppo non c’è scuola che sappia formare meglio della scuola della musica.
La scuola del blues, del jazz, delle jam session. Dosare improvvisazione, studio ma soprattutto tanto reciproco ascolto.
Migliore, a mio avviso, delle tecniche teatrali che i consulenti usano nelle aziende, per incrementare le dinamiche relazionali, perchè la musica è un processo più intimo e lontano dagli stereotipi.
Certo, bisogna saper suonare, e questo è un problema in un paese dove nelle scuole pubbliche si insegna religione ma non musica.
Ma il potenziale di questo training alletterebbe qualsiasi impresa.
Ve ne lascio un assaggio: un trio fenomenale (col cui batterista ho avuto l’onore di improvvisare per parecchio tempo), e il mondo visionario che riesce a svelare.





1 risposta finora ↓
erebo // Ottobre 23, 2008 a 4:43 pm |
il tastierista rulla!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! bula bula bula!!!