
Un parlamento senza sinistra. Un evento storico.
Un anno zero per il proletariato.
Un deficit senza precedenti che ha portato la classe operaia, il precariato interinale, e in generale tutto il popolo di chi ha nel cuore un mondo altro dal capitale, a non avere uffucialmente più voce in capitolo nel nostro paese.
Dove tornerà la base a comunicare le proprie istanze? Si dovrà riorganizzare nelle sezioni, nei centri, nei luoghi di lavoro. Ci apsettano nuovi anni di piombo o una rivoluzione partecipativa delle coscienze?
Di sicuro si apriranno nuove vie di comunicazione, e di sicuro più genuine e interessanti di quelle mass-mediatiche di una “classe dirigente del popolo” che, volente o nolente, deve starsene a casa.





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