NO BODY, NO COPY

La bodycopy. Alcuni la chiamano “il” bodycopy, ma io la amo troppo per non vederla come una femmina.

Il mestiere di copywriter si salvi dall’incompetenza. Per essere un buon copy, bisogna prima di tutto saper scrivere.
O meglio, provare interesse nel sintetizzare un concetto in più di quattro parole.

Il binomio copywriter-titolista è un dramma della visione estetistica, egocentrica e borghese dell’ADV. Ma soprattutto è il lasciapassare per mandrie di aspiranti creativi convinti che il mestiere del copy sia “avere idee carine”.

Il mestiere del copy è “scrivere”. Persuadere, sedurre, disgustare anche, ma con la parola. Se un copy è bravo, deve dimostrarlo usando un solo software: word. Una bodycopy equilibrata, sintetica e coerente, per la mia piccola esperienza, è il metro di valutazione tecnica più efficace per il valore di un copywriter.

Il mio appello va agli aspiranti copy: nel primo portfolio mettete tante bodycopy.

Se non le leggerà nessuno, le regalerete alla vostra coscienza.

2 risposte a “NO BODY, NO COPY

  1. ciao marco, colgo l’occasione del tuo bel post per ribadire ancora una volta: non è vero che nessuno legge le body copy. parola diuno che una volta ci ha fatto un annuncio…

    http://ohmymarketing.wordpress.com/2007/05/04/una-bodycopy/

  2. Pingback: BODY(COPY) MOVIN’ « Comunicazione in movimento

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