FINISCE SEMPRE COSI’

Alla fine c’è scappato il morto in Birmania. Anzi, più di uno.

La repressione scatta quando la protesta esce del suo valore simbolico per diventare una concreta presa di coscienza del popolo. E nella pioggia di piombo affogano almeno sei persone, tra cui alcuni monaci.

Lo sdegno che segue a questa negazione dei diritti si accompagna allo sconcerto di uno come me, che solo pochi anni fa ha sentito parlare di guerre preventive per esportare universalmente la democrazia, come se il medio oriente fosse l’ultimo cancro del liberalismo globale.

L’ipocrisia di queste lobby guerrafondaie non mi sembra ad un livello diverso da quelle che nei propri paesi soffocano il libero pensiero. E’ il livello di chi spara, che è il vero cancro del mondo, e che purtroppo è già ampiamente in metastasi.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...